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日志


1月4日

un peso

独りだけ生きることができる、誰も私の霊を耐えられないから。私に苦しむので、ごめん
 
Hitori dake ikiru koto ga dekiru,
dare mo watashi no rei wo taerarenai kara.
Watashi ni kurushimu no de,
gomen.
1月3日

ciò che sta attorno a me

In qualunque direzione io guardi, sono circondata da chi può avere molto, eppure tutti mi dicono che c'è qualcosa che non va.
Interferenze, disturbi senza volto che sembra non possano essere cancellati.
Perchè?
Ciò che possono ottenere è come se lo avessero sempre già avuto, si trova lì, davanti ai loro occhi, ma sembra non bastare, è questa la mia impressione.
Davvero non vi basta?
Se riusciste ad abbattere quelle interferenze che vi ostacolano sarei felice per voi stessi.
Eppure in certi casi non posso fare a meno di credere che siate proprio voi l'interferenza, dovete non aver paura di voi stessi, di prendere quella decisione.
Anche se non ci si vuole allontanare dal proprio desiderio egiositico so che è l'unico modo per superare gli ostacoli.
Anche se si rimane soli sarà forse meglio che venire straziati da una scelta che non si avrà mai il coraggio di fare, o da una risposta che non si vorrà mai sentire.
Non è per noi stessi che dovremmo fare quel passo, ma, per una volta soltanto, per gli altri.
Anche se ora dico questo, sebbene io abbia rinunciato a ciò che non volevo lasciare, in realtà so di aver rinunciato soltanto al mio desiderio egoistico e nient'altro di più. è difficile, ma si deve fare per gli altri. Quella persona c'è, esiste, non se nè andata, questo conta.
Non ferire gli altri viene prima di noi stessi.
Non aver paura di restare da soli, se è per il bene degli altri.
Se realmente si vuole agire per chi è importante per noi, si deve capire qual è davvero lo scambio equivalente da fare.
Offrire ciò che non è compatibile non è la giusta via.
Non rinunciare a qualcosa che, sebbene abbia molto valore, non può essere messa in paragone con ciò che è importante per noi stessi.
Il molto che voi avete, anche se voi dite che non è così tanto, forse è molto soltanto per me. Perdonatemi per non riuscire a capire.
Ma, per favore, ciò che io non ho, ma che vorrei desiderare, non sprecatelo davanti ai miei occhi.
1月2日

砂のお城 - Suna no oshiro - Castello di sabbia

 
 
そっと流れる
白い
乾いた雲が通る
灰色のわたしは
ただじっと消えて行くのを
見てた

星を集めて
つくる砂のお城に
わたしのささやかな祈り
零れて落ちる
その足元を
待ち伏せた波がさらう

a world of darkness...
a world of silence...

消えかかる祈り
風に煽られながら
それでも灯り続けて
わたしが幾度も縺れながら
冷えゆく手で
つくる砂のお城を
待ち伏せた波がさらう

あなたへ

おねがい誰かが...
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translation:
Castle of Sand

Quietly flows, a white
dry cloud just passes
An ash colored me is just vanishing quietly

Watching...

The stars are collected
in the made "castle of sand"
My little prayer
smashed under those footsteps ambushed and carried by the wave..

a world of darkness...
a world of silence...

a prayer that dissapeared
in the wind, stirred up
Still, the light is continue
As I tangling many times
By the hand that getting cold

The made "castle of sand"
ambushed and carried by the wave..

Towards you

please, someone...

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a world of darkness...
a world of silence...
in the night cold sky the stars are sparkling brightly without heat
the barren sand is twirling in the wind without a form
and the sea melts itself into the gloomy sky
all is cold now,
even my scratched soul
1月1日

l'unico modo

21-12-08

Mi sono resa conto di averti ferito in questi ultimi giorni, anche intenzionalmente. Sul momento ero arrabbiata con me stessa e con te, non mi ero trattenuta affatto dallo sfogare il mio malumore sugli altri. Mi sono accorta di avere sbagliato, non soltanto su questo, ma pure per tutto ciò che ho fatto finora nei tuoi confronti. La causa è che sono stata una vera egoista.
Ho detto tante cose, ho scritto molti pensieri su di te, ma soltanto ora mi accorgo di ciò che non avevo ancora intuito. Ho detto di amarti ancora, di pensare sempre a te, di desiderarti … questo è vero, l’ho ripetuto così tante e innumerevoli volte credendo che non ci fosse nessun altro motivo se non quello di amarti. Eppure non è ciò che volevo veramente. Dicevo di non volerti perdere e che avrei donato qualsiasi cosa pur di non arrivare a tanto. Ma non ho mai provato la sensazione di aver donato abbastanza, sono stata sempre insoddisfatta, non bastava mai nulla e non capivo cosa davvero potessi fare.
La soluzione è stata nascosta dal mio egoismo. Continuando a cercare di far capire a tutti i miei sentimenti nei tuoi confronti (perché volevo che qualcuno capisse come mi sentivo) non ho fatto altro se non allontanare sempre più proprio ciò che non avrei mai voluto smarrire.
Ci ho riflettuto e sono giunta a una conclusione. Pensando a te che cos’è che mi viene in mente? Cos’è che ho già capito molto tempo fa ma solo ora ho davvero compreso?
Scrissi “cos’è che voglio davvero? Io voglio essere amata. Ma da chi? Ci sarà mai qualcuno che potrà amarmi più di lui? E dove? … però io voglio soltanto lui.” È proprio questo il punto. Tutto ciò che sentivo si trovava in queste frasi. Pensando a te non volevo nient’altro che te. E pensando al tuo sentimento nei miei confronti ho però fatto un riferimento a qualcun altro, non più solo a noi due. Per un solo attimo ero uscita dall’idea circoscritta egoistica di noi due, che avevo sempre visto. L’amore inteso unicamente come sentimento ed estraniato da una personificazione. In quell’attimo lo vidi e lo rifiutai pensando anche qui unicamente ad una persona, estraniandola da qualsiasi sensazione che può essere classificata attraverso termini o lemmi. Lì avevo escluso volontariamente ogni classificazione verso di te. Solo in quell’istante in tutti i miei discorsi intuii senza rendermene conto ciò che volevo davvero. Ma non era ovvio.
Tutte quelle inutili catalogazioni sulle varie emozioni non mi interessavano. Nemmeno ora. Come si può classificare l’immateriale? Ce ne siamo accorti entrambi molte volte che non si può fare. Non siamo mai riusciti a trovare un nome per quel sentimento, perché di fatto non ce l’ha.
Se in quel momento io non desideravo unire sensazioni e persone, immateriale e materiale è, solo ora ho capito, poiché i sentimenti non hanno una vera forma, caratteristica ben definibile e concreta, eppure sono concetti universali, validi per qualsiasi essere. Le persone, invece, sono composte da innumerevoli sentimenti combinati tra loro in varie misure, mai uguali. È questo che ci rende unici gli uni dagli altri. Io quell’attimo non ho voluto il sentimento universale, ma la tua unicità.
Il fatto che io finora volessi mostrare agli altri e volere da te un solo sentimento, per giunta classificato ed universale, era un’illusione. Tutto questo mi ha allontanata da ciò che desideravo. Non importa quale nome viene assegnato ai sentimenti. Tu non sei un solo sentimento. Io non voglio un sentimento. Anche se sono rimasta accecata da esso. Io non voglio perderti, indipendentemente da qualsiasi sentimento possa esistere. Farei qualsiasi cosa pur di non perderti, ma ora capisco che fino ad adesso mi sono sempre trattenuta. Perciò adesso agirò: ti restituisco l’amore che provo per te pur di non perderti. Non mi interessa. Ci sono così tanti altri sentimenti che ho sempre sentito pensandoti, che questo unico che non volevo lasciare, credendo fosse il più bello di tutti, farebbe invece soltanto del male. Né io né te vorremmo essere tristi, ma stare bene. Non c’è più alcun motivo di insistere. Perché ciò che conta veramente è che tu sei una persona molto importante per me. Ti chiedo perdono per averti fatto del male attraverso il mio egoismo. Filtrato da esso non ho saputo accorgermi del quanto tu abbia fatto per me. Non sei andato via come tutti gli altri da indifferente, per qualsiasi problema ti sei offerto di ascoltarmi ed aiutarmi. Non mi ero resa conto che, in fondo, era questo l’importante.
Grazie per non essere mai stato indifferente nei miei confronti. Prometto d’ora in poi di fare altrettanto pensando prima a te che a me stessa.